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		<title>Responsabilità del provider. Nota all&#8217;ordinanza del Tribunale di Roma dell&#8217;11 luglio 2011.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 16:16:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Alessandro di Majo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Ordinario di Roma con l&#8217;ordinanza dell&#8217;11 luglio 2011 ha escluso un dovere di controllo preventivo del provider rispetto ai contenuti immessi in rete.
Ed invero, il Tribunale considerato che è prevista la possibilità, comunque condizionata a determinate condizioni, di un intervento dello stesso provider successivo alla segnalazione della violazione; conseguentemente la preventiva individuazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-13453" title="google-yahoo" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/05/google-yahoo-300x207.jpg" alt="" width="270" height="186" />Il Tribunale Ordinario di Roma con l&#8217;ordinanza dell&#8217;11 luglio 2011 ha escluso un dovere di controllo preventivo del provider rispetto ai contenuti immessi in rete.<br />
Ed invero, il Tribunale considerato che è prevista la possibilità, comunque condizionata a determinate condizioni, di un intervento dello stesso provider successivo alla segnalazione della violazione; conseguentemente la preventiva individuazione dei contenuti web di carattere illecito costituisce un’attività che non può certamente essere rimessa al provider, essendo viceversa tale attività il risultato di una valutazione rimessa in primo luogo al titolare del diritto che si afferma leso.</p>

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<p class="gde-text"><a href="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/05/responsabilità-provider.pdf" target="_blank" class="gde-link">Download (PDF, 114.51KB)</a></p>
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		<title>Giosue Marigliano, Senior Partner, Studio Legale Marigliano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 15:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[annullamento]]></category>
		<category><![CDATA[diritto canonico]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Avv. Giosue Marigliano esercita la libera professione in Roma. ha maturato una solida esperienza nel diritto della famiglia e dei minori con una particolare attenzione alla risoluzione stragiudiziale delle problematiche riguardanti tali ambiti, preferendo la via collaborativa per la soluzione delle questioni personali-matrimoniali. Dal 1996 si occupa di diritto matrimoniale canonico applicato all’annullamento religioso del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-13442" title="giosue marigliano" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/05/gio_ma.png" alt="" width="238" height="237" />L&#8217;Avv. Giosue Marigliano esercita la libera professione in Roma. ha maturato una solida esperienza nel diritto della famiglia e dei minori con una particolare attenzione alla risoluzione stragiudiziale delle problematiche riguardanti tali ambiti, preferendo la via collaborativa per la soluzione delle questioni personali-matrimoniali. Dal 1996 si occupa di diritto matrimoniale canonico applicato all’annullamento religioso del matrimonio presso il Tribunale della Rota Romana, di diritto penale canonico, di diritto patrimoniale ed amministrativo canonico.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">LA FORMAZIONE</span></strong></p>
<p><strong>Quando è nato il Suo interesse per il diritto e la consapevolezza di intraprendere la carriera di avvocato?</strong><br />
Il mio interesse per il diritto risale alla fine del liceo quando è nata in me la passione per il diritto nella consapevolezza che il suo studio mi avrebbe permesso di difendere e tutelare i diritti dei minori. Ho quindi deciso di studiare Giurisprudenza e diventare “avvocato matrimonialista” ed esperto in diritto di famiglia a largo spettro e di dedicarmi anche al diritto canonico. A distanza di anni mi sento di dire che è stata una buona intuizione e che sono molto contento di questa scelta.</p>
<p><strong>Quali sono stati i Suoi studi giuridici?</strong></p>
<p>Dopo una prima laurea conseguita in Giurisprudenza all&#8217;Università Tor Vergata in Roma nel 1994, ho conseguito la seconda laurea in Diritto Canonico, presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma nel 1997. Mi sono iscritto all’Albo degli Avvocati della Rota Romana nel 1998 e all’Ordine degli Avvocati di Roma nel 2002.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE</span></strong></p>
<p><strong>Quando è cominciato e come si è evoluto il suo percorso professionale?</strong></p>
<p>Ho iniziato la pratica forense civile nel 1993 dall’Avv. Bruno Biscotto, che saluto caramente. Nel 1996 a Napoli ho fatto il tirocinio canonico affiancando per un anno Padre Guido Giusitiniani, Giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale e di Appello Campano. Nel 1997 ho svolto presso il Vicariato di Roma la carica di Difensore del Vincolo <em>ad actum </em>e dopo il conseguimento del titolo di Avvocato della Rota Romana, nel 1998, ho iniziato a svolgere la libera professione nel mio studio legale.</p>
<p><strong> In quale settore del diritto è specializzato? </strong></p>
<p>Sono specializzato nel diritto della famiglia e dei minori e in tutte le questioni afferenti ai rapporti familiari in genere, ai rapporti personali e a quelli patrimoniali della famiglia, ai diritti dei conviventi nelle coppie di fatto, prestando altresì consulenza su accordi e patti prematrimoniali. Mi occupo inoltre dell’annullamento del matrimonio religioso presso i Tribunali Ecclesiastici ed essendo uno dei 277 Avvocati Rotali in tutto il mondo, seguo l’assistito anche innanzi il Tribunale della Rota Romana e della Segnatura Apostolica. La mia attività si estende anche al diritto penale canonico ed al diritto amministrativo canonico assistendo persone fisiche, Congregazioni, enti ecclesiastici e pie fondazioni. Inoltre seguo la fase della delibazione delle sentenze ecclesiastiche.</p>
<p><strong>Nella sua carriera professionale ha particolari successi (o insuccessi) da ricordare? </strong></p>
<p>Nella mia vita professionale il principale obiettivo cui la mia attività è votata, e che io qualifico “successo”, è la tutela dei diritti e degli interessi dei minori allorquando questi, e purtroppo posso dire praticamente sempre, vengono minati dalle tensioni tra i genitori nella fase di rottura del nucleo familiare, in cui i figli vengono usati come armi di ricatto e rivalsa. Qualifico pertanto “successo” tutte quelle situazioni in cui riesco ad evitare una causa ed a proporre, nonostante la separazione, una soluzione condivisa. Tengo sempre in massima considerazione non soltanto il mio assistito ma il minore per alleggerire, nelle mie possibilità, il carico psicologico che grava su di lui.</p>
<p>La difficoltà in cui mi imbatto spesso deriva dalla non specializzazione nel diritto di famiglia dei colleghi di controparte. Il mio campo necessita infatti di una preparazione giuridica ed una predisposizione umana molto differente da quanto richiesto dagli altri ambiti del diritto, cosa che, purtroppo, non sempre si riscontra.</p>
<p><strong>Come si svolge la sua giornata tipo?</strong></p>
<p>In genere inizia dopo aver accompagnato a scuola i miei tre figli, quindi presto abbastanza per cominciare a scrivere e studiare senza essere interrotti da telefonate o mail alle quali di solito rispondo tempestivamente. Dopo le udienze l’attività di studio si divide tra telefonate, riunioni, incontri con gli assistiti fino a quando rientro a casa mai dopo le 19.30 per poter cenare insieme a tutta la mia famiglia.</p>
<p><strong>Per il suo lavoro usa la tecnologia? Di qualistrumenti si avvale?</strong></p>
<p>Fin dall’inizio della mia attività professionale uso il Macintosh quale sistema operativo dei miei computer che sono sempre stati strumenti di lavoro per me irrinunciabili. Oggi utilizzo quale ulteriore ausilio nello svolgimento della mia professione uno <em>smart phone</em> che mi permette di essere sempre in contatto con i miei assistiti. La celerità degli scambi e delle decisioni ha reso irrinunciabili i frutti del <em>web</em>, dall’email alle banche dati giuridiche <em>on-line. </em>Sono da sempre fermamente convinto dell’importanza della rete ed è per questo che già 15 anni fa, per il settore dello studio che si occupa del diritto matrimoniale canonico, mettevo on line il mio studio legale (<a href="http://www.avvocatorotale.it">www.avvocatorotale.it</a>).</p>
<p><strong>E&#8217; membro di associazioni forensi? </strong></p>
<p>Sono membro del direttivo del Movimento Forense (<a href="http://www.movimentoforense.it">www.movimentoforense.it</a>), associazione che si occupa di politica forense con lo scopo di ridare lustro e dignità alla nostra amata professione in un momento, come quello attuale, che vede la categoria di cui mi onoro di fare parte osteggiata da campagne mediatiche (e non solo), pregiudizialmente contrarie a chi, come gli Avvocati, tutela e garantisce i diritti del cittadino. Inoltre sono membro dell’IICL (Istituto Italiano di Diritto Collaborativo, <a href="http://www.iicl.it">www.iicl.it</a>), Istituto che si occupa di favorire un rimedio alternativo al contenzioso in materia di diritto di famiglia.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL RAPPORTO CON LA CLIENTELA</span></strong></p>
<p><strong>Oggi la coppia come affronta l’eventuale crisi? Come è cambiato negli ultimi tempi il modo di reagire all’interno della coppia all’insorgenza dei primi problemi inter personali?</strong></p>
<p>Come è ben noto la famiglia negli ultimi anni sta subendo una notevole e veloce trasformazione poiché è tutta la società che sta mutando in maniera repentina e si dirige sempre più verso una risoluzione veloce dei problemi. Allo stesso modo all’interno del nucleo familiare in difficoltà i problemi non sempre vengono affrontati per essere risolti con la giusta reciproca comprensione e pazienza, ma si opta per lo più per la soluzione più veloce ed egoista rispetto ai figli: la dissoluzione del nucleo. È evidente che a rimetterci sono sempre e soltanto i minori.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">AI GIOVANI</span></strong></p>
<p><strong>Che consiglio si sente di dare a un giovane avvocato che vuole specializzarsi nel settore del diritto matrimoniale canonico?</strong></p>
<p>Anzitutto di studiare approfonditamente all’Università, poi di acquisire una solida competenza di diritto civile nell’ambito del diritto della famiglia. Per completare, infine, la propria formazione giuridica di iscriversi ad una buona Università Pontificia per lo studio del Diritto Canonico, di riprendere in mano lo studio del latino, lingua in cui sono scritti gli atti in Rota, e, una volta conseguito il titolo di Avvocato Rotale, di mettersi al servizio dei Tribunali Ecclesiastici in qualità di avvocato d’ufficio dedicandosi al contenzioso per poi svolgere la libera professione.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">OLTRE LA TOGA…</span></strong></p>
<p><strong>Quando smette la toga, quali interessi coltiva?</strong></p>
<p>Mi piace molto stare con la mia famiglia con la quale passo tutto il tempo che ho a disposizione oltre a quello che dedico alla professione.</p>
<p>Oltre alla politica forense, ho due passioni che coltivo quando non mi occupo di diritto: sono acquarellista (<a href="http://www.100percentpixelfree.com">www.100percentpixelfree.com</a>) e web-designer. All’aria aperta amo andare in bicicletta che uso tutti i giorni per recarmi nel mio studio o in Tribunale. La bicicletta rientra nei miei contributi alla sostenibilità ambientale verso cui ho una forte attenzione e sensibilità giornaliera che esprimo in tutte le mie scelte di vita. Ad esempio scelgo i prodotti di consumo con il minore impatto ambientale possibile e preferisco sempre creare piuttosto che acquistare. Manualità, creatività e responsabilità ambientale sono alcuni degli insegnamenti che quotidianamente trasmetto ai miei figli.</p>
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		<title>Assegno divorzile: indagini patrimoniali con la polizia tributaria</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 17:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Giosue Marigliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli di diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la sentenza in esame del 22 marzo 2012 n. 4551, la Cassazione, nell’affermare nuovamente la discrezionalità del potere del giudice di merito  di disporre indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria (ex art. 5, co. 9, L. 898/1970; oggi con qualche variante dall’art. 155 c.c. previsto anche in tema di affidamento dei figli minori nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-13423" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/05/indagini-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" />Con la sentenza in esame del 22 marzo 2012 n. 4551, la Cassazione, nell’affermare nuovamente la <strong>discrezionalità del potere del giudice di merito  di disporre indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria</strong> (ex art. 5, co. 9, L. 898/1970; oggi con qualche variante dall’art. 155 c.c. previsto anche in tema di affidamento dei figli minori nel caso di separazione), ne precisa limiti e presupposti di utilizzazione.<br />
Ed invero, i Giudici dell&#8217;ermellino riaffermano che il <strong>potere discrezionale del giudice</strong> &#8220;non può essere considerato come un dovere imposto sulla base della semplice contestazione delle parti in ordine alle rispettive condizioni economiche&#8221;, né può &#8220;supplire alla carenza probatoria della parte onerata&#8221;.</p>
<p>Il ricorso alla polizia tributaria, infatti, può solo essere utilizzato per assumere &#8220;informazioni integrative del bagaglio istruttorio già fornito&#8221;.<br />
Due sono, quindi, i <strong>limiti individuati dalla Cort</strong>e e, precisamente:<br />
<strong>1.</strong> L’indagine patrimoniale che la parte, nel contestare la veridicità delle dichiarazioni dell’altro coniuge circa la propria condizione reddituale e patrimoniale, può chiedere quale strumento probatorio non può avere “fini meramente esplorativi”. La Corte di Cassazione ha infatti aggiunto che l’indagine, a cura della polizia tributaria, deve essere disposta sulla base di “fatti specifici e circostanziati” dedotti nell’istanza del richiedente in grado di dare l’appiglio al giudice per disporre le indagini ed il relativo campo di azione.<br />
<strong>2.</strong> La parte, inoltre, deve anche mostrare all’organo giudicante che se non utilizza quel rimedio probatorio, non sarebbe in grado di colmare, con gli ordinari mezzi istruttori previsti dal codice di procedura civile, la lacuna probatoria della sua difesa.</p>
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		<title>Pacchetti di viaggio tutto compreso: illegittimo il limite risarcitorio del danno alla persona</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avv. Rosanna Bisceglie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No della Consulta alla normativa che pone un limite all’obbligazione risarcitoria per i danni alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto di un servizio viaggi con la formula “tutto compreso” (c.d. package).
La Corte costituzionale ha infatti dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 15 del Dlgs 17 marzo 1995, n. 111 (Attuazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No della Consulta alla <strong>normativa che pone un limite all’obbligazione risarcitoria per i danni alla persona</strong>, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto di un servizio viaggi con la formula “tutto compreso” (c.d. package).</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-13374" title="viaggio tutto incluso" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/travel-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" />La Corte costituzionale ha infatti dichiarato l’<strong>illegittimità costituzionale dell’articolo 15 del Dlgs 17 marzo 1995, n. 111</strong> (Attuazione della direttiva n. 90/314/CEE concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso») laddove prevede un massimale per il risarcimento dei danni subiti dalla persona durante un viaggio organizzato in un “pacchetto turistico”. La legge italiana infatti è stata ritenuta non è conforme alla delega conferita dal Parlamento al governo per attuare la normativa europea e dunque in contrasto con i principi di cui agli artt. 76 e 77 della Costituzione.</p>
<p>La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Tribunale di Verona in relazione ad una vicenda giudiziaria di <strong>richiesta di risarcimento subiti in un sinistro del 17 novembre 2004</strong>, durante una vacanza. Gli attori, aderendo ad un’iniziativa di viaggio organizzato in Egitto, avevano stipulato un contratto di viaggio “tutto compreso”. Il pacchetto turistico comprendeva il volo aereo, i trasferimenti da e per l’hotel a Il Cairo, il soggiorno per tre notti, l’escursione in bus ad Alessandria d’Egitto e una crociera per tre notti sul Nilo.<br />
Durante l’escursione ad Alessandria d’Egitto, l’autista, per una condotta di guida pericolosa ed imprudente, aveva perso il controllo del mezzo e gli attori a causa dell’incidente conseguente avevano subito lesioni gravissime, consistite nella deformazione del volto e nell’amputazione del braccio destro.<br />
ll danno quantificato nel giudizio principale ammontava a circa Euro 808.119,74, mentre il limite all’obbligazione risarcitoria per i danni alla persona, derivanti dall’inadempimento o dalla inesatta esecuzione delle prestazioni che formano oggetto di un servizio viaggi con la formula “tutto compreso”, è pari all’ammontare di 50.000 franchi-oro (corrispondenti a circa euro 313.500,00), previsto dalla Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, e ratificata con legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio &#8211; CCV).</p>
<p>In tale contesto normativo si pone la questione di legittimità costituzionale sollevata innanzi alla Corte laddove il rimettente assume che il legislatore non aveva conferito nessuna delega ad introdurre limiti risarcitori per i danni alla persona, sicché la norma censurata, con riguardo a tale previsione, si porrebbe in contrasto con gli artt. 76 e 77 della Costituzione per difetto di delega.<br />
Ed invero, l’opinione ritenuta dal Tribunale e condivisa dalla Corte è che l’articolo 24 della legge 146/1994 delegando l’attuazione della direttiva del Consiglio 90/314/CEE avrebbe consentito espressamente di introdurre il limite risarcitorio solo per i danni diversi dal danno alla persona nei limiti stabiliti dalla citata legge di ratifica della Convenzione di Bruxelles.<br />
Per tali premesse la <strong>Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 15, comma 1, del d.lgs. n. 111 del 1995</strong>, nella parte in cui, in violazione dei criteri della legge delega, ha fissato un limite all’obbligo risarcitorio per danni alla persona, attraverso il richiamo della Convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, ratificata con la legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio &#8211; CCV).</p>
<p style="text-align: right;"><a title="Scarica il testo integrale della sentenza" href="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/corte-cost-viaggi.pdf">Scarica il testo integrale della sentenza</a></p>
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		<title>Tavolo &#8220;Doing business&#8221;: lo sconcerto della Commissione Giustizia del Senato</title>
		<link>http://www.avvocato.it/2012/04/18/tavolo-doing-business-sconcerto-commissione-giustizia-senato/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[doing business]]></category>
		<category><![CDATA[riforma codice procedura civile]]></category>
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		<category><![CDATA[zoppini]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, innanzi alla Commissione Giustizia del Senato, si è svolta la programmata audizione del Sottosegretario Prof. Avv. Andrea Zoppini  sull&#8217;istituzione presso il Ministero della Giustizia di un tavolo di consultazione permanente nell&#8217;ambito del programma &#8220;doing business&#8220;.
Riportiamo qui di seguito sia il comunicato stampa a cura del Movimento Forense che quello dell&#8217;Associaziona Nazionale Forense, nonché il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-13388 alignright" title="doing-business" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/doing-business.png" alt="" width="315" height="234" />Ieri, innanzi alla Commissione Giustizia del Senato, si è svolta la programmata audizione del Sottosegretario Prof. Avv. Andrea Zoppini  sull&#8217;istituzione presso il Ministero della Giustizia di un tavolo di consultazione permanente nell&#8217;ambito del programma &#8220;<strong>doing business</strong>&#8220;.<br />
Riportiamo qui di seguito sia il comunicato stampa a cura del Movimento Forense che quello dell&#8217;Associaziona Nazionale Forense, nonché il <a title="Resoconto sommario" href="http://www.avvocato.it/2012/04/18/tavolo-doing-business-resocondo-audizione/">resoconto sommario n. 306 del 17/04/2012</a>.</p>
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<p style="text-align: center;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-13382" title="movimento-forense" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/movimento-forense.png" alt="" width="594" height="85" /></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>Il Movimento Forense con riferimento alla cronaca riportata dal Sen. Avv. Li Gotti, circa l’audizione del Sottosegretario Zoppini presso la Commissione Giustizia del Senato sul Tavolo “Doing bussines”, esprime forte disappunto sia per la mancata convocazione degli avvocati al tavolo avente ad oggetto la riforma del CPC sia per le mancate risposte del Governo.<br />
Il Movimento Forense chiede al Governo di fornire all’Avvocatura (OUA e CNF), le bozze dei documenti predisposti dai partecipanti al Tavolo al fine di consentire la redazione di proposte efficaci nel termine che l’avvocatura riterrà congruo.<br />
Di seguito riportiamo la cronaca trasmessa via Twitter in tempo reale dal Sen. Avv. Li Gotti (@LuigiLigotti), presente oggi in Commissione Giustizia su quanto andava riferendo ai membri della Comissione il Sottosegretario, prof. Zoppini:</p>
<p>ore 13.34: <em>Il Sottosegretario si presenta con schermo per slides per spiegare esclusione avvocati e magistrati tavolo riforma CPC</em>.</p>
<p>ore 14.42: <em>Sott. Zoppini non riesce a dire se esiste tavolo. Bozze inviate [ma non sono state inviate all’esterno... NdR], non sono di lavoro tavolo ma bozze di studio. Commissione sconcertata</em>.</p>
<p>ore 14.45: <em>La Comm. Giust. Sen. decide convocazione Ministro su tavolo fantasma riforma proc.civ. con banche e assicurazioni senza avv. e magistrati</em>.</p>
<p>ore 14.50: <em>Sottosegretario va via senza essere riuscito a rispondere. Indignazione in Commissione. E’ presa in giro. Anzi offesa intelligenza.</em></p>
<p>Questa la cronaca di quei momenti.<br />
Sollecitato dall’Avv. Cesali (@MCesali), Presidente del Movimento Forense (@MovForense), il Senatore Li Gotti, sempre via Twitter, poi rispondeva: “<em>Pessima non spiegazione Sott. Zoppini. Bozze inviate non sono del tavolo; tavolo non esiste; invito avv. tavolo. Confuso. Venga Ministro</em>”.<br />
Ed ancora: “<em>Sono sorpreso perché bozze sono scollegate da tavolo! Decisa convocazione Ministro, dopo mancate spiegazioni dei 2 Sottosegretari. Unanime sconcerto</em>“.<br />
Chiosava il Senatore Li Gotti con un agghiacciante: “<em>Commissione Giustizia: più componenti esplicitano convinzione di giustizia pilotata da economia e poteri forti, con ministero retrocesso</em>“.<br />
Ogni ulteriore commento appare superfluo.</p>
<p>Movimento Forense</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-13389" title="logo_anf" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/logo_anf.png" alt="" width="277" height="181" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>«Due audizioni di due sottosegretari alla Giustizia, sempre sulla medesima questione: la composizione del tavolo &#8220;Doing business: profili regolatori&#8221; recentemente istituito presso il Ministero e finito, appunto, sotto esame della Commissione Giustizia del Senato, vista l’inclusione dei soli rappresentanti delle imprese e la esclusione di avvocati e magistrati. &#8220;Quasi un caso di scuola su come non si debba procedere per giungere ad una riforma della giustizia civile». Lo dichiara il segretario generale dell’A.N.F. Ester Perifano, in merito all’audizione odierna del sottosegretario Zoppini in Commissione Giustizia del Senato, sul ‘caso’ del tavolo tecnico predisposto dal Ministero della Giustizia.</p>
<p>“Il fatto che nel tavolo in questione – continua Perifano &#8211; siano stati invitati inizialmente solo i rappresentanti di categorie produttive (come Abi, Ania, Confindustria, Rete Imprese e Alleanza delle cooperative) e che a questi sarebbe stato affidato il compito di predisporre testi normativi per accelerare i tempi del processo civile, e in particolare delle procedure di esecuzione, e i giuristi, cioè gli esperti del diritto, neppure presi in considerazione, ha giustamente suscitato l’attenzione e preoccupazione del Parlamento.Certo che da un Governo tecnico, ci si aspetterebbe più perizia».</p>
<p>«Ci auguriamo – conclude Perifano &#8211; che sia stata una svista , ma pare che il sottosegretario Zoppini oggi non sia riuscito a dare alla Commissione Giustizia del Senato i chiarimenti necessari. Così sarà il Ministro, direttamente, ad illustrare il futuro modus operandi del tavolo e del Ministero, che si è già impegnato a procedere ad una consultazione fattiva di tutti gli attori del sistema giudiziario, riunendo tutte le parti che hanno voce in capitolo, per giungere rapidamente ad una buona riforma».</p>
<p>ANF &#8211; Associazione Nazionale Forense</p>
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		<title>Tavolo &#8220;Doing business&#8221;: il resoconto sommario della Comissione Giustizia del Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riforma codice procedura civile]]></category>
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		<description><![CDATA[Legislatura 16º &#8211; 2ª Commissione permanente &#8211; Resoconto sommario n. 306 del 17/04/2012
 PROCEDURE INFORMATIVE
Comunicazioni del sottosegretario per la giustizia Zoppini, sull&#8217;istituzione presso il Ministero della giustizia di un tavolo di consultazione permanente nell&#8217;ambito del programma: &#8220;doing business: profili regolatori&#8221;
Il presidente BERSELLI, nell&#8217;introdurre l&#8217;audizione odierna, ricorda che nella seduta di mercoledì 11 aprile la Commissione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Legislatura 16º &#8211; 2ª Commissione permanente &#8211; Resoconto sommario n. 306 del 17/04/2012</strong></p>
<p style="text-align: center;"><br clear="all" /> <em>PROCEDURE INFORMATIVE</em></p>
<p><strong>Comunicazioni del sottosegretario per la giustizia Zoppini, sull&#8217;istituzione presso il Ministero della giustizia di un tavolo di consultazione permanente nell&#8217;ambito del programma: &#8220;<em>doing business</em>: profili regolatori&#8221;</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-13411" title="senato" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/senato.jpg" alt="" width="193" height="200" />Il presidente BERSELLI, nell&#8217;introdurre l&#8217;audizione odierna, ricorda che nella seduta di mercoledì 11 aprile la Commissione, in considerazione di un comunicato apparso sul sito <em>internet</em> del Ministero della giustizia relativo alla costituzione presso il Ministero di un tavolo permanente, ha concordato sull&#8217;esigenza di convocare il rappresentante del Governo per riferire puntualmente sul contenuto, gli obiettivi e i limiti di tale soggetto con riguardo al rapporto &#8220;<em>doing business</em>&#8220;.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI fornisce preliminarmente chiarimenti in ordine al contenuto del rapporto &#8220;<em>doing business</em>&#8221; pubblicato annualmente dalla Banca mondiale e relativo agli ostacoli alle attività d&#8217;impresa in circa 180 Paesi del mondo. Nell&#8217;evidenziare come secondo tale rapporto l&#8217;Italia si sia classificata ottantasettesima, illustra puntualmente i singoli fatto di criticità rilevati in relazione agli indicatori (<em>starting and business, getting credit, protecting investors, ecc.)</em> utilizzati dalla Banca mondiale per la predisposizione del rapporto. Ricorda peraltro come già nel lontano 2004 la Francia abbia espresso profonde perplessità sui criteri di valutazione e quindi sugli indicatori utilizzati, nella predisposizione di tale rapporto. Illustra quindi le modalità di predisposizione da parte della Banca mondiale del rapporto più volte citato. In particolare ogni anno tale organismo internazionale inoltra a soggetti qualificati (istituzioni; singoli studi legali; associazioni delle categorie produttive, ecc.) un questionario al quale gli interpellati devono rispondere. In questo contesto il ruolo del tavolo permanente è quello di coordinare tali soggetti al fine, in primo luogo, di chiarire le peculiarità del nostro ordinamento in vista della materiale predisposizione del questionario. Per quanto concerne l&#8217;esclusione del mondo forense rileva come singoli avvocati siano stati coinvolti a livello del Ministero delle attività produttive.</p>
<p>La senatrice ALLEGRINI (<em>PdL</em>) chiede che sia chiarito in base a quali criteri siano scelti gli avvocati ai quali inoltrare i questionari.</p>
<p>Si associa a tale richiesta anche il senatore CALIENDO (<em>PdL</em>).</p>
<p><img class="size-full wp-image-12983 alignright" title="Prof. Avv. Andrea Zoppini" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2011/11/andrea-zoppini.png" alt="" width="280" height="186" />Il sottosegretario ZOPPINI precisa che l&#8217;individuazione degli avvocati chiamati a rispondere al questionario compete alla Banca mondiale e non dipende dal Governo italiano. Il tavolo permanente istituito a livello ministeriale è volto a coinvolgere unicamente i soggetti destinatari del questionario. Cosa ben diversa è invece la riflessione che sta maturando a livello ministeriale circa l&#8217;esigenza di modificare l&#8217;ordinamento interno al fine di migliorare la competitività del Paese e per la quale sono stati già coinvolti i soggetti rappresentativi dell&#8217;avvocatura.</p>
<p>Il senatore LI GOTTI (<em>IdV</em>) rileva criticamente come il coinvolgimento degli avvocati si sia nei fatti concretizzato in una mera richiesta di chiarimenti e di proposte da rendersi per iscritto.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI ribadisce come non si debba confondere l&#8217;attività del tavolo permanente con le singole iniziative che saranno assunte a livello ministeriale. In relazione ai temi specifici il ministero ha chiesto alle associazioni rappresentative degli avvocati di fornire fin da ora proposte e suggerimenti di intervento, per iscritto.</p>
<p>La senatrice ALBERTI CASELLATI (<em>PdL</em>) ricorda come il Governo precedente per la prima volta nella storia del Paese abbia inserito la riforma della giustizia civile nell&#8217;ambito del più ampio e complessivo intervento per il rilancio economico del Paese, cogliendo quindi l&#8217;evidente interconnessione fra economia e capacità di attrazione degli investimenti internazionali da un lato e funzionamento della giustizia civile dall&#8217;altro. In occasione della riforma del processo civile però l&#8217;Esecutivo di allora ha giustamente coinvolto a pieno titolo gli operatori del diritto. A suo parere è infatti assurdo discutere di un&#8217;eventuale riforma delle procedure esecutive, come si rileva nel comunicato del Ministero della giustizia senza consentire la partecipazione al tavolo degli operatori del diritto ed in particolare di avvocati e magistrati.</p>
<p>Dopo che il presidente BERSELLI ha rilevato come si tratti di un problema non solo di merito ma soprattutto di metodo, il senatore LI GOTTI (<em>IdV</em>) osserva che nel corso della riunione del tavolo permanente, alla luce dei verbali inviati all&#8217;Associazione nazionale forense, si sia discusso non già genericamente del questionario ma di singoli e puntuali interventi di riforma del codice di procedura civile ed in particolare dell&#8217;introduzione di una cauzione per i decreti ingiuntivi, di modifiche all&#8217;articolo 190 ecc. E&#8217; inconcepibile quindi che a decidere su come modificare le procedure esecutive siano &#8220;i clienti&#8221; e non gli operatori del diritto.</p>
<p>Il senatore BENEDETTI VALENTINI (<em>PdL</em>) ritiene che si tratti di un problema di metodo e che il rappresentante del Governo debba chiarire per quale ragione il Ministero abbia escluso dal tavolo permanente le rappresentanze degli operatori del diritto, non solo avvocati e magistrati ma anche personale di cancelleria. Si tratta di una questione politica che merita risposta. E&#8217; inaccettabile che il coinvolgimento di avvocati &#8211; peraltro non si comprende per quale ragione siano auditi unicamente avvocati di grandi studi e non singoli professionisti che quotidianamente si confrontano con le problematiche connesse alla giustizia civile &#8211; sia stato attuato a livello di Ministero dello sviluppo economico. E&#8217; necessario un maggiore coinvolgimento diretto del Ministero della giustizia in tutte le questioni che afferiscono al funzionamento della macchina giudiziaria, al fine di evitare ulteriori situazioni spiacevoli per le quali modifiche di rilievo finiscono per confluire in disegni di legge di più ampia portata. Conclude chiedendo l&#8217;impegno politico del Ministero ad integrare il tavolo permanente con i rappresentanti del mondo forense ed in particolare per quanto riguarda l&#8217;avvocatura del Consiglio nazionale forense e dell&#8217;Organismo unitario dell&#8217;avvocatura.</p>
<p>Il senatore MUGNAI (<em>PdL</em>) concorda pienamente con le considerazioni finora svolte. Esprime in particolare un giudizio fortemente critico sulla modalità di scelta dei componenti del tavolo permanente. A suo parere è inconcepibile che su questioni afferenti anche alla tutela dei diritti, sia un soggetto internazionale terzo a dettare l&#8217;agenda ministeriale con il coinvolgimento unicamente di associazioni imprenditoriali. Ritiene comprensibili le vive perplessità palesate dalla Francia sui criteri e i parametri utilizzati per la predisposizione del rapporto.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI ritiene meritevole di attenzione la riserva francese circa l&#8217;esigenza di promuovere un modello europeo per la predisposizione del rapporto <em>&#8220;doing business&#8221;</em>, ribadisce come il tavolo permanente svolga unicamente una funzione &#8220;di spiegazione&#8221;, senza alcuna pretesa di svolgere attività normativa. Le iniziative normative non possono che promanare dal Ministero e non dal tavolo permanente. In tale riflessione <em>de jure condendo</em> è stato previsto il coinvolgimento degli avvocati.</p>
<p>Il senatore LI GOTTI (<em>IdV</em>) si domanda per quale ragione tale coinvolgimento si sia sostanziato in una mera richiesta da fornire per iscritto di proposte e suggerimenti e non in un&#8217;effettiva partecipazione ai lavori di un&#8217;eventuale tavolo tecnico.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI precisa che un tavolo tecnico per la valutazione di eventuali iniziative normative non sia stato ancora istituto. Il tavolo permanente del quale si parla nel comunicato è quello chiamato a coordinare le risposte da rendere alla Banca mondiale sul questionario inviato.</p>
<p>Il senatore LI GOTTI (<em>IdV</em>) si domanda per quale ragione, se sono vere le ultime dichiarazioni del sottosegretario Zoppini, in occasione della prima riunione del tavolo permanente si sia discusso di modifiche a singoli istituti del diritto processuale esecutivo civile. Chiede poi al rappresentante del Governo di chiarire se alle prossime riunione del tavolo permanente saranno invitati anche i rappresentanti dell&#8217;avvocatura.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI assicura che di tale suggerimento si terrà conto in occasione della predisposizione delle risposte al questionario nel marzo 2013.</p>
<p>Il senatore CALIENDO (<em>PdL</em>) chiede di sapere chi sia stato coinvolto della Banca d&#8217;Italia nel tavolo permanente in particolare se si sia trattato del servizio studi o degli uffici alle dirette dipendenze del Governatore.</p>
<p>Dopo un ulteriore dibattito sul tenore del tavolo permanente e sulle attività da questo portate avanti, nel quale intervengono i senatori LI GOTTI (<em>IdV</em>) e CALIENDO (<em>PdL</em>) e in replica il sottosegretario ZOPPINI, la senatrice ALBERTI CASELLATI (<em>PdL</em>) chiede che sia affermata o negata l&#8217;esistenza del tavolo permanente.</p>
<p>Il sottosegretario ZOPPINI osserva come un tavolo permanente in quanto tale non esista, dovendo essere convocato. Tale organo in ogni caso è tenuto a riunirsi annualmente.</p>
<p>Il senatore LI GOTTI (<em>IdV</em>) si domanda per quale ragione allora nel corso della riunione si sia discusso di puntuali riforme del processo esecutivo.</p>
<p>Il presidente BERSELLI chiede quando sia nata l&#8217;esigenza di istituire un tavolo permanente in relazione al questionario della Banca mondiale relativo al rapporto &#8220;<em>doing business&#8221;. </em>Chiede in particolare di sapere se anche il precedente Esecutivo avesse avviato analoghe iniziative. Tenuto conto dell&#8217;esigenza palesata dal sottosegretario Zoppini di doversi recare presso l&#8217;altro ramo del Parlamento, dichiara conclusa la procedura informativa.</p>
<p>Fonte: Senato della Repubblica</p>
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		<title>Il Movimento Forense con Twitter a difesa degli avvocati</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 16:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clamoroso successo dell&#8217;iniziativa nazionale del Movimento Forense (sostenuta da AIGAROMA, MGA e UNAEP): la Commissione Giustizia del Senato convoca il Ministro della Giustizia per chiarire le ragioni dell&#8217;indebita esclusione degli Avvocati dal Tavolo di Riforma del Processo Civile.

COMUNICATO STAMPA
Oggi 11 aprile, mentre presso il Ministero della Giustizia era in programma il secondo incontro del Tavolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Clamoroso successo dell&#8217;iniziativa nazionale del Movimento Forense (sostenuta da AIGAROMA, MGA e UNAEP): la Commissione Giustizia del Senato convoca il Ministro della Giustizia per chiarire le ragioni dell&#8217;indebita esclusione degli Avvocati dal Tavolo di Riforma del Processo Civile.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-13382" title="movimento-forense" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/movimento-forense.png" alt="" width="594" height="85" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>COMUNICATO STAMPA</strong></p>
<p>Oggi 11 aprile, mentre presso il Ministero della Giustizia era in programma il secondo incontro del Tavolo permanente <em>“Doing business: profili regolatori per la semplificazione del processo di cognizione e delle procedure esecutive”,</em> allo scopo di mettere a punto una <span style="text-decoration: underline;">riforma del processo civile</span>, si è svolta la manifestazione digitale degli Avvocati, inspiegabilmente non invitati dal Governo a partecipare al progetto di Riforma.<br />
<em>“La protesta è nata spontaneamente dal dibattito su Twitter” </em>dichiara l’avv. Massimiliano Cesali, Presidente del Movimento Forense<em>, “ed è stata sostenuta da diverse Associazioni: Movimento Forense, AIGAROMA, MGA, UNAEP”. </em>Centinaia di Avvocati hanno invitato e-mail al Ministero della Giustizia con oggetto: “RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE – IO NON SONO STATO INVITATO”.</p>
<p>L’iniziativa è stata sostenuta anche dal Sen. Li Gotti, che questa mattina ha chiesto ed ottenuto in Commissione Giustizia la convocazione urgente del Ministro Severino per riferire sulla esclusione degli Avvocati dal tavolo della riforma. Il Ministro è stato convocato per martedì 17 aprile proprio per riferire su questa anomalia. <em>“Non è per nulla giustificabile la esclusione di avvocati e magistrati, in una sede ove si studia come riformare la procedura civile in materia di esecuzioni mobiliari e immobiliari. Non è comprensibile che temi riguardanti la giustizia</em> – ha dichiarato il Sen. Li Gotti &#8211; <em>vengano affrontati dalle banche e dalle assicurazioni”.</em></p>
<p><em>“E’ un meraviglioso successo di democrazia”</em> aggiunge l’Avv. Cesali <em>“quanto avvenuto tramite Twitter. Nonostante la forte crisi di rappresentanza, gli Avvocati in 4 giorni sono riusciti a farsi sentire dalla politica, denunciando una vera e propria aberrazione e bloccando un disegno di legge concepito dai soliti centri di potere e non dagli avvocati. Questa è la dimostrazione che con la determinazione e l’unione l’avvocatura potrà riconquistare quel ruolo sociale che compete. Ora non molliamo continuiamo ad inviare email al Ministero fino a Martedì 17.”.</em></p>
<p>Invece sono rimaste defilate, accodandosi solo all’ultimo, le istituzioni forensi, CNF (Consiglio Nazionale Forense), OUA (organismo Unitario dell’Avvocatura) e, a livello territoriale, l&#8217;Ordine di Roma sollecitate proprio dal Movimento Forense a prendere una posizione decisa in merito.</p>
<p>Movimento Forense</p>
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		<title>Una prima lettura del disegno di legge sulla riforma del mercato lavoro</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 15:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2012 ha approvato il noto disegno di legge di “riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.
Da una prima analisi del testo evidenziamo quanto segue.
- La prima parte del testo normativo contiene misure per disincentivare l’abuso dei rapporti flessibili e favorire la trasformazione. In particolare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio dei Ministri del 23 marzo 2012 ha approvato il noto disegno di legge di “riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”.</p>
<p>Da una prima analisi del testo evidenziamo quanto segue.</p>
<p>- <strong>La prima parte</strong> del testo normativo contiene misure per <strong>disincentivare l’abuso dei rapporti flessibili e favorire la trasformazione</strong>. In particolare per i contratti a termine,è prevista l’esclusione dell’obbligo di indicare una causale per il primo contratto tra le stesse parti, l’ampliamento dell’intervallo minimo tra un contratto e l’altro, il prolungamento del periodo di possibile prosecuzione oltre la scadenza, l’inclusione delle somministrazioni nel conteggio dei 36 mesi di durata massima di rapporti a termine tra le stesse parti, il prolungamento da 60 a 120 giorni del termine per l’impugnazione, l’incremento del costo contributivo dell’1,4%; per i contratti a progetto, l’inammissibilità per mansioni “esecutive o ripetitive”, l’irrigidimento della nozione di “progetto” e l’esclusione del “programma”, il divieto di recesso anticipato, la presunzione semplice di subordinazione, la presunzione di subordinazione dei rapporti durati oltre 6 mesi e in regime di sostanziale mono committenza.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-13368" title="mercato del lavoro" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/04/work-market.jpg" alt="" width="300" height="200" />- La <strong>seconda parte</strong> del testo in esame riguarda la<strong> disciplina dei licenziamenti individuali</strong> laddove si evince la salvaguardia dell’attuale disciplina anche nell’ipotesi di licenziamenti discriminatori ivi compresi quelli comminati nei periodi di maternità e matrimonio.<br />
Per quanto attiene, invece, ai l<strong>icenziamenti soggettivi o disciplinari</strong>, il progetto di legge distingue tre casi e prevede la reintegrazione solo per il primo:. Ed invero, quando l’illegittimità dipende da ragioni sostanziali (inesistenza dell’addebito o difetto di proporzionalità della sanzione), ovvero è motivato dalla malattia o sopravvenuta infermità. Sussistendo tale circostanza il lavoratore ha diritto alla reintegrazione ancorché il risarcimento è limitato a 12 mensilità quanto già percepito. Nelle altre ipotesi di accertata illegittimità è prevista solo un’indennità risarcitoria compresa tra 15 e 27 mensilità. Infine, nei casi di licenziamento viziato sotto il profilo formale, qualora l’addebito fosse sussistente, il lavoratore avrà diritto a un indennizzo ridotto da 7 a 14 mensilità.<br />
Nei casi di <strong>licenziamento per giustificato motivo oggettivo</strong> (c.d. “economici”) il disegno di legge esclude la reintegrazione attribuendo al lavoratore, in ipotesi di accertata insussistenza della motivazione, solamente un indennizzo tra 15 e 27 mensilità, salva la prova dell’intento discriminatorio del datore di lavoro.</p>
<p>- La <strong>terza parte</strong> contiene, infine, un progetto di <strong>riforma degli ammortizzatori sociali</strong>. È, inoltre, prevista l’istituzione di<strong> fondi di solidarietà </strong>per estendere gli ammortizzatori ai settori attualmente non coperti dalla CIGS.</p>
<p>- La quarta ed ultima parte prevede misure volte a<strong> favorire le pari opportunità</strong>: la reintroduzione di formalità per le dimissioni rassegnate nei primi tre anni di vita del bambino.</p>
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		<title>Il Congresso delle divisioni</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è chiuso sabato a Milano il Congresso Nazionle Forense Straordinario che ha visto più di 2.000 delegati confrontarsi sul tema &#8220;I diritti non sono merci&#8221;, manifesto coniato ad hoc contro la mercificazione della professione forense.
Le proposte formulate e votate rispecchiano lo stato dell&#8217;arte, quello di una categoria che ha dato sfogo ancora una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiuso sabato a Milano il Congresso Nazionle Forense Straordinario che ha visto più di 2.000 delegati confrontarsi sul tema &#8220;I diritti non sono merci&#8221;, manifesto coniato ad hoc contro la mercificazione della professione forense.<br />
Le proposte formulate e votate rispecchiano lo stato dell&#8217;arte, quello di una categoria che ha dato sfogo ancora una volta ad individualismi e conflittualità intestine espressione di una crisi che trova ragioni nell&#8217;assenza di una governace &#8220;politica&#8221; incapace di rispondere alle esigenze dei tempi e non in grado di prevedere l&#8217;evoluzione di questa professione.<br />
I due giorni di congresso non sono stati espressione di un dibattito serrato e costruttivo rivolto a tracciare un condiviso percorso per raggiungere una meta comune, anzi hanno accentuato le diverse visioni del mondo forense dei vari schieramenti in campo.<br />
Le numerose mozioni, contro-mozioni, mozioni accorpate e mozioni ritirate sono inequivoca espressione dello sbando della classe forense che vive al suo interno il conflitto di una trasformzione imposta per decreto a far tempo dal 13 agosto 2011 alimentato dall&#8217;incapacità di formulare proposte correttive adeguate ai cambiamenti imposti.<br />
I testi &#8220;ufficiali&#8221; dei temi finali decisi dall&#8217;assemblea non sono ancora disponibili, tuttavia, a riprova delle profonde differenze si evidenziano sinteticamente le seguenti proposte formulate frutto da una parte di visioni intransigenti, forse miopi, e dall&#8217;altra espressione di lievi aperture che prendono atto dei tempi attuali: un referendum popolare abrogativo dell&#8217;obbligatorietà della mediaconciliazione, il rispristino delle tariffe forensi minime e massime, l&#8217;abrograzione dei nuovi tribunali delle imprese, il rifiuto all&#8217;ingresso nelle società di capitali fra professioni dei cd. soci non togati.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-13346 aligncenter" title="assemblea-congresso-avvocati" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/03/assemblea.png" alt="" width="600" height="450" /></p>
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		<title>E&#8217; iniziato il Congresso Nazionale Forense Straordinario</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Avvocato.it</dc:creator>
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		<category><![CDATA[funzione sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Al via il Congresso Straordinario degli Avvocati a Milano che intende affrontare i nodi della professione e della giustizia.
Gli avvocati sono chiamati a far sentire la loro voce per rivendicare il ruolo sociale della professione che viene colpita da iniziative normative destabilizzanti tanto che l&#8217;invocazione dell&#8217;emergenza economica e l&#8217;adeguamento alla normativa comunitaria da parte del Governo, a tenore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via il Congresso Straordinario degli Avvocati a Milano che intende affrontare i nodi della professione e della giustizia.<br />
Gli avvocati sono chiamati a far sentire la loro voce per rivendicare il ruolo sociale della professione che viene colpita da iniziative normative destabilizzanti tanto che l&#8217;invocazione dell&#8217;emergenza economica e l&#8217;adeguamento alla normativa comunitaria da parte del Governo, a tenore del Vice Presidente del Consiglio Nazionale Forense, è frutto di un&#8217;erronea lettura della situazione attuale.</p>
<p>L&#8217;avvocatura non può perdere la propria autonomia !</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-13347" title="marigliano-rossetti" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/03/marigliano-rossetti.png" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;">Avv. Giosue Marigliano e Avv. Marika Rossetti &#8211; Ordine di Roma</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-13346 aligncenter" title="assemblea-congresso-avvocati" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/03/assemblea.png" alt="" width="600" height="450" align="aligncenter" /></p>
<p style="text-align: center;">Inizio dei lavori congressuali</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-13349" title="cesali" src="http://www.avvocato.it/wp-content/blogs.dir/1/files/2012/03/cesali.png" alt="" width="600" height="800" /></p>
<p style="text-align: center;">Avv. Massimiliano Cesali, Presidente Movimento Forense &#8211; Ordine di Roma</p>
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