Quando si verifica la cd. successione mortis causa ?

La successione mortis causa si verifica alla morte di un soggetto detto anche de cuius.
La successione a causa di morte può essere sia a titolo universale (eredità) che a titolo particolare (legato).
Il legatario acquista il diritto in modo automatico (salva la possibilità di rinunciare) mentre l’erede deve manifestare tale volontà con l’atto di accettazione.
Per poter accettare, il chiamato all’eredità deve avere la capacità di succedere e cioè la idoneità a subentrare nei rapporti di cui era titolare il defunto.
Il diritto di accettare si estingue se non è esercitato entro dieci anni.

Cosa succede se non lascerò un testamento ?

In questo caso si aprirà la successione legittima o«ab intestato», dunque, per volontà di legge e non per effetto di una volontà espressa mediante testamento.
I presupposti affinché si possa dare corso alla successione legittima sono:
— la mancanza di testamento o l’esistenza di un testamento privo di disposizioni patrimoniali, nullo, annullato ovvero revocato;
— l’esistenza di un testamento che dispone solo per alcuni dei beni del defunto: in questo caso si avrà coesistenza di successione testamentaria con quella e legittima.
Sono successori legittimi: il coniuge, i discendenti (legittimi e naturali), gli ascendenti legittimi, i collaterali e gli altri parenti fino al sesto grado (art. 565 c.c.).  Qualora questi successori dovessero mancare l’eredità sarà devoluta allo Stato.

Quali sono i vantaggi di una successione testamentaria ?

Il testamento è una manifestazione di volontà diretta a produrre effetti giuridici, che l’ordinamento riconosce e garantisce.
Il testamento è l’atto con il quale una persona dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di queste.
Il contenuto tipico del testamento è di natura patrimoniale, tuttavia, può contenere anche disposizioni di carattere non patrimoniale.
Ed invero, mediante il testamento si può riconoscere un figlio naturale, designare il tutore per il proprio figlio che resti orfano e molto altro.
In particolare, il testamento è valido indipendentemente dall’accettazione e dalla conoscenza che ne abbia il successore; revocabile e formale o solenne, poiché è richiesta la forma scritta.
La capacità di testare costituisce la regola, mentre i casi di incapacità sono eccezionali.

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  • Cosa significa accettare con beneficio di inventario ?

    Il beneficio d’inventario: rappresenta una delle modalità in cui può avvenire l’accettazione dell’eredità.
    Tale modalità permette al chiamato di acquistare l’eredità senza che i suoi beni personali si confondano con quelli del defunto. I creditori del defunto, pertanto, potranno così soddisfare le ioni creditorie solo sui beni ereditari individuati con l’inventario e non anche sui beni dell’erede.
    L’accettazione beneficiata è una facoltà per ogni chiamato, nonostante eventuali divieti del testatore (art. 470 c.c.), mentre costituisce un obbligo per alcuni soggetti determinati dalla legge, quali gli incapaci assoluti e relativi (artt. 471 e 472 c.c.) e le persone giuridiche (art. 473 c.c.).

  • Quando un testamento è redatto per forma pubblica ?

    A differenza del testamento olografo e segreto, Per fare un testamento pubblico è necessario recarsi presso un Notaio, ove, alla presenza di due testimoni, le volontà dichiarate dal testatore vengono scritte a cura del Notaio stesso.
    Il testamento deve indicare il luogo e la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione, ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal Notaio.
    Il testamento pubblico è l’unica forma di testamento possibile per chi non sappia o non possa scrivere.
    La riservatezza del testamento pubblico è garantita dalla circostanza che le volontà espresse vengono portate a conoscenza dei terzi dal Notaio solo alla morte del testatore.

  • Tutti i diritti possono essere trasmessi per successione ?

    Non ogni diritto ed obbligo è suscettibile di trasferimento, in quanto ve ne sono alcuni così strettamente personali che non possono sopravvivere alla morte del titolare.
    Ed invero, non si trasmettono il diritto alla libertà, all’integrità personale ed al nome, nonché gli stati familiari quali ad esempio lo stato di coniuge, di padre e di figlio, i crediti di natura personale (ad esempio, il credito agli alimenti o quello conseguente alla separazione personale o al divorzio).
    Sono, altresì, non trasmissibili i diritti reali legati alla vita del titolare: l’uso, l’abitazione, l’usufrutto si estinguono con la morte del titolare.

  • Quando si apre la successione ?

    Prima fase del procedimento successorio: «la successione si apre al momento della morte nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto». Segue, ai sensi del 457 c.c., la vocazione o la chiamata all’eredità e cioè l’individuazione dei soggetti che possono ricevere l’eredità i quali hanno la possibilità di acquisirla attraverso l’atto di accettazione.
    Normalmente vocazione e delazione coincidono, tuttavia, in alcuni casi i due momenti sono distinti; la vocazione è immediata, mentre la delazione può essere rinviata ad un secondo momento come, ad esempio, quando vengono chiamati alla successione soggetti che devono ancora nascere, per i quali la possibilità di prendere il posto del defunto è subordinata alla loro nascita effettiva.

  • Quando si acquista il diritto a succedere ?

    Dopo l’apertura della successione uno o più soggetti sono chiamati all’eredità.
    Tuttavia mentre il legatario, ovvero l’erede a titolo particolare, acquista il diritto in modo automatico (salva la possibilità di rinunciare), l’erede se vuole acquistare l’eredità deve accettarla.
    Per poter accettare, il chiamato all’eredità deve avere la capacità di succedere cioè la idoneità a subentrare nei rapporti di cui era titolare il defunto.
    L’art. 462 del codice civile stabilisce il principio generale che è capace di succedere chi sia nato nel momento in cui si apre la successione.
    Tuttavia la legge attribuisce la capacità a succedere anche ai nascituri concepiti e, nella sola successione testamentaria, anche ai non concepiti figli di una persona determinata.
    Anche gli enti hanno la capacità di succedere ma solo per testamento, ad eccezione dello Stato che, ai sensi dell’art. 586 del codice civile, succede in assenza di altri eredi.

  • Cos'è il testamento segreto ?

    A differenza del testamento olografo e pubblico, la forma segreta è poco frequente.
    Deve il suo nome al fatto che sia il Notaio che i testimoni ignorano il contenuto delle disposizioni espresse.
    Detto testamento viene consegnato dal testatore già sigillato al Notaio o viene sigillato dal Notaio nel momento in cui lo riceve.
    La consegna deve avvenire alla presenza di due testimoni.
    Sull’involucro che sigilla il testamento si scrive l’atto di ricevimento, dando atto della consegna al Notaio e della dichiarazione che si tratta di un testamento segreto.
    Il testamento segreto può essere interamente scritto di pugno dal testatore e sottoscritto in calce, ma è valido anche se scritto da terzi o a macchina, o con il computer, purché firmato in ogni mezzo foglio.

  • Quali differenza c'è fra l'onere ed il modus ?

    Ai sensi e per gli effetti dell’art. art. 647 del codice civile., all’istituzione di erede ed a quella di legato può essere apposto un onere cd. modus.
    L’onere è una disposizione con la quale il testatore impone all’erede o al legatario un determinato comportamento per raggiungere gli scopi più vari  quali ad esempio l’istituzione di una borsa di studio ovvero attività di beneficenza.
    E’ bene ricordare che, in caso di inadempimento dell’onerato, l’autorità giudiziaria può pronunciare  la risoluzione della disposizione testamentaria purché prevista dal testatore ovvero quando l’adempimento dell’onere abbia costituito il solo motivo determinante della disposizione.

  • Quando si verificano la vocazione e la delazione ?

    Normalmente la vocazione e la delazione coincidono, tuttavia, in alcuni casi i due momenti sono distinti.
    La vocazione è immediata, mentre la delazione può essere rinviata ad un secondo momento. Ad esempio, quando vengono chiamati alla successione soggetti che devono ancora nascere per i quali la possibilità di prendere il posto del defunto è subordinata alla loro nascita effettiva.

  • Quali sono le particolarità del testamento olografo ?

    A differenza del testamento pubblico e segreto, per redigere un testamento olografo non è necessaria la presenza di un Notaio e nemmeno di testimoni.
    Il testamento olografo deve contenere le volontà del testatore, espresse liberamente, senza dover rispettare particolari schemi o formule.
    La forma del testamento olografo è la più semplice: è sufficiente che il testatore su un qualunque foglio rediga le disposizioni di ultima volontà scrivendole per intero, datandole e sottoscrivendole di suo pugno.
    Perché il testamento sia valido è necessario che rispetti i seguenti requisiti, mancando i quali è nullo:
    – l’autografia [ non deve contenere parti scritte a macchina o con il computer oppure scritte da altre persone ]
    – la data [ indicazione del giorno, del mese e dell’anno di redazione ]
    – la sottoscrizione [ firma del testatore all fine delle disposizioni ].
    Il testatore può conservarlo a propria cura ove egli ritenga più opportuno. Per timore che il testamento possa andare smarrito o essere sottratto, molti testatori preferiscono affidare il proprio testamento ad una persona di propria fiducia o meglio depositare il proprio testamento olografo presso un Avvocato oppure un Notaio.

  • Come posso redigere un testamento pubblico ?

    A differenza del testamento olografo e segreto, per fare un testamento pubblico è necessario recarsi presso un Notaio ove, alla presenza di due testimoni, le volontà dichiarate dal testatore vengono scritte a cura del Notaio stesso.
    Il testamento deve indicare il luogo e la data del ricevimento e l’ora della sottoscrizione ed essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal Notaio.
    Il testamento pubblico è l’unica forma di testamento possibile per chi non sappia o non possa scrivere.
    I testimoni devono avere i seguenti requisiti:
    – non essere in nessun modo interessati all’atto
    – essere in grado di sottoscrivere l’atto
    – avere il pieno esercizio dei diritti civili
    – essere cittadini italiani, o stranieri residenti in Italia
    – non essere ciechi, o sordi, o muti
    – non essere parenti o affini del Notaio o del testatore in linea retta in qualunque grado, e in linea collaterale fino al terzo grado
    – non essere coniuge del Notaio o del testatore
    – essere maggiorenni.
    La riservatezza del testamento pubblico è garantita dalla circostanza che le volontà espresse vengono portate a conoscenza dei terzi dal Notaio solo alla morte del testatore.

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