Cessioni d’azienda: paradossale esclusione degli avvocati

Cessioni d’azienda: paradossale esclusione degli avvocati

Il braccio di ferro tra notai e commercialisti sulla liberalizzazione delle cessioni di azienda si fa più agguerrito. Un intenso e febbrile lavoro sta rimbalzando, in queste ore, tra i ministeri di Semplificazione, Giustizia ed Economia. L’obiettivo sarebbe quello di cercare una soluzione di sintesi, che contemperi le esigenze di snellimento delle procedure di cui hanno bisogno le imprese, senza contrapporre le categorie professionali. E tra le ipotesi più accreditate dai tecnici ci sarebbe quella – caldeggiata dal notariato – di mantenere la trasmissione elettronica (entro 30 giorni) dei documenti informatici di cessione d’azienda, ma con l’obbligo di autentica notarile digitale (già prevista dall’articolo 25 del codice dell’amministrazione).
In pratica, si salverebbe l’invio con click online dei documenti, ma verrebbe meno l’opzione sancita dall’articolo 8-ter del disegno di legge di semplificazione burocratica, del deposito «a cura dell’intermediario abilitato» commercialista. Questa soluzione incontra, ovviamente, la ferrea opposizione dei commercialisti. Ma anche il forte scetticismo della Lega (che ha proposto l’emendamento sulla cessione d’azienda approvato in commissione Affari costituzionali lo scorso 6 maggio, ricalcando la formulazione che ha liberalizzato le cessioni di quote nell’agosto 2008) e del dicastero della Semplificazione, guidato dal ministro del “Carroccio”, Roberto Calderoli.
NewsI giochi, quindi, sono ancora del tutto aperti anche se si cerca di fare presto. Lunedì, il provvedimento sarà introdotto in aula alla Camera dal relatore, Andrea Orsini (Pdl) e, sebbene manchi ancora il varo del Senato, il ministero vorrebbe stringere i tempi e sciogliere i nodi a Montecitorio per un iter rapido e, il più possibile, indolore a palazzo Madama. Anche perchè il testo contiene molti provvedimenti “sensibili” sollecitati dalle rappresentanze imprenditoriali e sotto il tiro di interessi contrapposti. La priorità della Semplificazione di mantenere coerente l’impianto complessivo potrebbe anche rendere “sacrificabili” alcune singole battaglie. Ma il confronto non si limita a notai e commercialisti. Anche gli avvocati – attraverso una nota ufficiale del Consiglio nazionale forense – sono scesi in campo. «Troviamo paradossale e senza una ragione – spiegano – la mancata estensione anche agli avvocati della competenza a inviare telematicamente i contratti di cessione d’azienda sottoscritti con firma digitale, competenza che il ddl semplificazione burocratica assegna ora ai dottori commercialisti». I legali, aggiunge il Cnf, «si occupano da sempre della redazione dei contratti e dunque a pieno titolo dovrebbe far parte della loro competenza la possibilità di formalizzarli presso le autorità pubbliche». Il Consiglio nazionale forense rileva, infine, «una costante erosione degli ambiti di attività degli avvocati nonostante la riforma forense, che pur chiede la riserva per l’attività di consulenza legale, faccia salve le attribuzioni che la legge riconosce ai professionisti iscritti agli altri albi».

Fonte: Laura Cavestri, Il Sole24Ore del 14.5.2010

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