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Coronavirus

Trasgressione alle regole imposte dal Governo

Ambito di applicazione

Il territorio Italiano è stato sottoposto a stringenti misure volte ad arginare e sconfiggere l’epidemia da COVID-19 e ciò ai sensi e per gli effetti dell’art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020.
Il rafforzamento delle misure, già previste nei precedenti provvedimenti, ha esteso a tutto il territorio italiano lo stato di emergenza e messo in atto le misure di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale con una chiara e definita restrizione di tutti gli spostamenti.
Tra i principali effetti del predetto decreto sono – oramai noti – la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, la sospensione delle attività sciistiche e di eventi pubblici e chiusura dei musei, palestre, piscine, teatri, centri sociali e culturali.
A questi si aggiunge per tutti i soggetti presenti sul territorio nazionale la restrizione della circolazione qualora non determinata da comprovate esigenze lavorative, motivi di salute e necessità da attestare mediante autodichiarazione da consegnare o rendere, anche seduta stante, con il modulo stabilito dal Ministero dell’Interno.

Pertanto, l’inosservanza di provvedimenti adottati in relazione all’emergenza COVID-19 integra la violazione dell’art. 650 c.p..
Infatti, all’art. 3, 4 comma, del Decreto Legge 23 febbraio 2020 n. 6 richiama espressamente la contravvenzione prevista dall’art. 650 del c.p. che punisce chiunque non osservi un provvedimento legalmente dato dall’Autorità competente per ragione di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o d’igiene con la pena dell’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
E’, pertanto, sufficiente che sussista soltanto la colpa, disciplina comune a tutte le contravvenzioni; la consumazione del reato decorrerà dall’inutile scadenza del termine prefissato ex ante dall’autorità o entro il termine dal quale il soggetto sarebbe stato ragionevolmente in grado di obbedire e, dunque, nel nostro caso dalla data di pubblicazione del noto decreto.
Quanto alle sanzioni per autodichiarazioni mendaci a pubblico ufficiale si evidenzia il richiamo espresso presente nel modulo quali:
– l’art. 76 del DPR n. 445/2000, che richiama i reati di falso, anche commessi ai danni di pubblici ufficiali;
– l’art. 495 c.p. recante “Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”.

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