Separazione delle carriere anche per gli avvocati ?

Separazione delle carriere anche per gli avvocati ?

Pubblichiamo, in relazione al II° Forum Nazionale degli Organismi di Mediazione e dei Mediatori Civili che si è tenuto ieri 17 settembre 2012 presso la Sala delle Mercede della Camera dei Deputati, l’intervento del Prof. Mario Quinto.

1. GIUSTIZIA E ATTUALI NECESSITÀ
La globalizzazione ed internet hanno annullato i concetti eterni di spazio e di tempo tanto che la negoziazione degli affari e la mediazione delle controversie (e relativa formazione specifica su tali “materie”) si possono effettuare on line, in tempo reale e indipendentemente da dove si trovino:
• i clienti,
• i consulenti-negoziatori di parte – avvocati
• il mediatore terzo imparziale.

E Bay ha gestito lo scorso anno nel mondo duecento milioni di affari (contratti) e di reclami (controversie) attraverso il sistema di mediazione on line “Square Trade” in oltre trenta lingue proprio in questo modo e senza un solo processo statale in nessuno Stato…
Io invito gli avvocati Italiani ad inserirsi in questo mercato professionale anziché cercare di far sopravvivere un mercato che sta morendo nel mondo e che in Italia sta screditando il nostro Paese (siamo al 156° posto su 180 Paesi considerati).

Negli USA dove si è molto più pragmatici su 100 controversie legali:
• 70 sono risolte in mediazione con l’assistenza di avvocati negoziatori
• 20 mediante arbitrati veloci, semplificati ed economici gestiti da avvocati
• 10 dalle Corti Federali per creare il precedente storico di riferimento.

E che dire, dal punto di vista della efficienza socioeconomica complessiva, del fatto che tutti i Tribunali italiani servono nel 77% dei casi per giudicare su incidenti stradali e su questioni condominiali, i famosi due settori inizialmente “esclusi”?
Insomma abbiamo un sistema procedurale che costa di più del valore dell’oggetto delle procedure.

Intanto avviene anche che le negoziazioni in borsa, ormai automatiche, durino centesimi di secondo e che stia ri-nascendo una sorta di neo lex mercatoria: essa è basata sul discredito che fa scattare la massima sanzione per colui che non rispetta “le regole”: la espulsione automatica dal sistema.
Nel mondo del commercio l’idea di usare regole “commerciali” anziché giuridiche non è nuova: in Italia sin dal medio evo alla fiera dei bovini di Montichiari l’agricoltore che vendesse un prodotto, un animale “difettoso” non sarebbe più ammesso alla fiera stessa che è la più importante in Italia.
Di fatto il “punito” è costretto a cambiare mestiere.
Ora internet ha trasformato l’intero pianeta Terra in una piccola fiera di paese dove il confronto e la concorrenza diretta sono le regole sostanziali che hanno preso il posto di quelle formali.

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