Amministrativo

Il diritto amministrativo è la disciplina giuridica della pubblica amministrazione, della sua organizzazione, della sua attività e dei rapporti tra questa ed i privati.
I principi generali dell’azione amministrativa sono stati progressivamente costruiti dalla dottrina e della giurisprudenza e costituiscono per lo più espressione del principio di imparzialità e buon andamento, di cui all’art. 97 della Costituzione.
Il principio di legalità impone che la pubblica amministrazione sia soggetta alla legge e trovi nella legge il fondamento dei propri poteri e le finalità della propria azione. Il principio di imparzialità traduce l’esigenza che l’amministrazione si comporti nei confronti di tutti i soggetti destinatari dell’azione amministrativa senza discriminazioni arbitrarie.
Il principio di buon andamento comporta che l’amministrazione e i suoi agenti svolgano la propria attività in modo efficiente al fine di conseguire gli obiettivi prefissati. Da ultimo, il principio di ragionevolezza impone che l’amministrazione, oltre a rispettare la legge, agisca in conformità ai criteri di logicità e di razionalità.

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  • Quando la P.A. è responsabile per i danni cagionati da cose in custodia?

    La responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia ha natura prettamente oggettiva. Questa si fonda esclusivamente sul nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza.
    Tale tipo di responsabilità è esclusa solamente dal caso fortuito, fattore che non attiene per l’appunto ad un comportamento del responsabile. Il caso fortuito può, dunque, risolversi in un fattore estraneo che, per il carattere dell’imprevedibilità e dell’eccezionalità, sia idoneo ad interrompere il nesso di causalità. Esso può ricomprendere sia il fatto del terzo sia il fatto dello stesso danneggiato, a patto che detto fatto costituisca la causa esclusiva del danno.
    Tuttavia, la giurisprudenza ritiene applicabile l’art. 2051 c.c. anche nei confronti della Pubblica Amministrazione, pur sottolineando che va adeguatamente valorizzato anche il comportamento della persona danneggiata, allorché si connoti per la contrarietà ai canoni dell’ordinaria diligenza. In tal caso, infatti, esso potrebbe integrare gli estremi del concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c.

  • Quando sorge la responsabilità della p.a. per i danni da insidia o trabocchetto ?

    La Pubblica Amministrazione, nell’esercizio del potere discrezionale di vigilanza e di controllo dei beni di natura demaniale, incontra una serie di limiti come quello derivante dal principio del combinato disposto degli artt. 2043 e 2051 del codice civile. Ne discende che, in caso di sinistro occorso all’utente, la P.A. dovrà provare che il danno da insidia o trabocchetto si è verificato per caso fortuito, mentre il danneggiato sarà onerato unicamente della prova in ordine all’evento dannoso e del nesso di causalità con la cosa.

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