Cass. civ. n. 12826 del 19 novembre 1999
Testo massima n. 1
Benché l'espressione «documento» usata negli artt. 2722 e 2723 c.c. vada intesa nel senso di atto scritto avente contenuto convenzionale, con il quale contrasti il patto aggiunto o contrario che si vuole provare con testimoni (con la conseguenza che i limiti alla prova testimoniale stabiliti dalle menzionate norme non operano nel caso di quietanze, fatture commerciali o promesse di pagamento), va escluso che, perché operi il divieto in questione, il documento debba necessariamente recare la sottoscrizione di entrambe le parti. Ne consegue che, come la prima delle citate disposizioni trova applicazione con riguardo alla revoca della proposta di contratto che si pretenda intervenuta prima dell'accettazione (quando la proposta e l'accettazione risultino entrambe da atto scritto), così va escluso che, in presenza di una proposta contrattuale, formulata per iscritto, il destinatario di tale proposta possa dedurre, a mezzo di testimoni, che, in realtà, tra le parti, nella stessa data in cui era stata redatta la proposta contrattuale per iscritto, il contratto s'era già perfezionato a condizioni diverse rispetto a quelle indicate nella proposta.
Può riguarda anche te
- Se sei parte in una causa civile, questa sentenza può incidere direttamente sulla strategia difensiva e sull’esito del giudizio.
- Se stai valutando un ricorso in Cassazione, non basta dissentire dalla decisione: servono vizi specifici di legittimità.
- Una sentenza sfavorevole non è sempre definitiva: i margini di impugnazione dipendono da termini e motivi precisi.
- Un precedente giurisprudenziale può rafforzare la tua posizione, ma solo se è davvero sovrapponibile al tuo caso.
Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.
Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi