Avvocato.it

Cassazione penale Sez. III sentenza n. 5559 del 22 maggio 1991

Cassazione penale Sez. III sentenza n. 5559 del 22 maggio 1991

Testo massima n. 1

Il delitto di ratto a fine di libidine concorre con quelli di violenza carnale o di atti di libidine violenti, soltanto quando le due condotte non coincidano temporalmente, ma sia stato posto in essere da parte del soggetto attivo un quid pluris. È cioè necessario che l’agente trattenga o prenda la vittima nella sfera del proprio dominio in un momento antecedente o mantenga il detto stato per un tempo successivo oltre i limiti di quello strettamente indispensabile per consumare l’atto di violenza sessuale.

[adrotate group=”13″]

Se la soluzione non è qui, contattaci

Non esitare, siamo a tua disposizione

Email

Esponi il tuo caso allegando, se del caso, anche dei documenti

Telefono

Una rapida connessione con gli avvocati del nostro team

Chat

On line ora! Al passo con i tempi per soddisfare le tue esigenze