Cass. pen. n. 3256 del 22 marzo 1991

Testo massima n. 1


In tema di violenza carnale e ratto a fine di libidine di persona inferma, per decidere della infermità di mente del soggetto passivo o della sua inferiorità fisica o psichica, non è necessario l'accertamento peritale, potendo il giudice formare il proprio convincimento sia in base a prova specifica, sia per diretta constatazione. Tuttavia, qualora il giudice abbia preferito affidarsi ad una indagine peritale, le conclusioni dei periti possono essere disattese soltanto se ne sia dimostrata l'erroneità.

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