Cass. pen. n. 23036 del 29 maggio 2013

Testo massima n. 1


È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 458 c.p.p. nella parte in cui fissa in quindici giorni dalla notifica del decreto che dispone il giudizio immediato il termine perentorio entro il quale l'imputato può scegliere di accedere ad un rito alternativo (nella specie, giudizio abbreviato), non consentendo l'esercizio di tale facoltà fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, sollevata per contrasto con gli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, e 6, comma terzo, lett. b), Convenzione EDU.

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