Cass. civ. n. 4024 del 16 febbraio 2020
Testo massima n. 1
La domanda azionata da un Condominio in base al disposto dell'art. 1102 c.c., ed avente quale fine il ripristino dello "status quo ante" di una cosa comune illegittimamente alterata da un condomino, ha natura reale, in quanto si fonda sull'accertamento dei limiti del diritto di comproprietà su un bene. Tale natura reale della pretesa esclude in radice la configurabilità del presupposto, necessario ex art. 833 c.c., per aversi atto emulativo, dell'assenza di qualsiasi utilità in capo al proprietario. Parimenti, sussiste evidentemente l'interesse ad agire del Condominio attore per denunciare l'avvenuto superamento dei limiti di cui all'art. 1102 c.c. e curare l'osservanza del regolamento di condominio.
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