Processo Tributario: cancellata la sospensione breve

Il Senato ha approvato il maxi emendamento alla Manovra finanziaria cancellando l’assurda normativa che voleva limitare a soli 150 giorni la sospensione degli atti e delle cartelle esattoriali nel processo tributario.
In sostanza, sono state accolte le proteste dei professionisti e delle organizzazioni imprenditoriali, che avevano più volte criticato la modifica legislativa che favoriva soltanto il Fisco violando i diritti del contribuente.
La suddetta modifica, infatti, anche con la previsione di allungare i termini a 300 giorni, era assolutamente irrazionale, in quanto rimetteva l’effettività della tutela cautelare al rispetto, da parte del giudice, di termini semplicemente ordinatori.
Articoli di dirittoInoltre, la suddetta modifica violava l’art. 24 della Costituzione perché impediva al contribuente una ponderata fase istruttoria, dovendo accelerare il corso del processo tributario, che in media ha una durata di 734 giorni, come risulta da uno studio del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria.
È da accogliere, quindi, con soddisfazione l’intervenuta soppressione del comma 9 dell’art. 38 del D.L. n.78 del 31/05/2010.
Questo fatto, però, deve ancor più far riflettere sulla necessità ed urgenza di una seria ed organica riforma del processo tributario, che non deve più essere gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che è una delle parti in causa, ma deve essere gestito da un organismo terzo, quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri o il Ministero di Giustizia, che non certo hanno interesse a mortificare e limitare i diritti di difesa del cittadino contribuente.
Infatti, se fosse passata la suddetta modifica normativa, il contribuente sarebbe stato costretto a pagare in ogni caso con il rischio, in caso di accoglimento del proprio ricorso, di ottenere dopo molti anni l’agognato rimborso.
É, quindi, importante che la situazione sia tornata come prima, con la sospensione valida sino a tutto il giudizio di primo grado, e ciò conferma la necessità di non abbassare mai la guardia quando il Fisco intende modificare le norme processuali.
Infine, è auspicabile che anche la Camera dei Deputati approvi definitivamente la suddetta soppressione e di ciò non dovrebbero esserci dubbi, tenuto conto che il Governo intende porre la fiducia.

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