Cass. pen. n. 3559 del 12 luglio 1996

Testo massima n. 1


In materia di termini, la regola di cui all'art. 172, comma 5, c.p.p., secondo la quale, «quando è stabilito soltanto il momento finale, le unità di tempo stabilite per il termine si computano intere e libere», implica soltanto che vanno esclusi dal computo il dies a quo e il dies ad quem, non operando, invece, detta esclusione, con riguardo agli eventuali giorni festivi intermedi, giacché l'esistenza di una festività rileva soltanto nella diversa ipotesi di cui al comma 3 del citato art. 172, in base al quale il termine che scade in giorno festivo è prorogato di diritto al giorno successivo non festivo.

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