Cass. pen. n. 4411 del 30 aprile 1996

Testo massima n. 1


La responsabilità dell'autore mediato ex art. 48 c.p. si configura anche in relazione ai reati cosiddetti propri in cui la qualifica del soggetto attivo è presupposto o elemento costitutivo della fattispecie criminosa. Pertanto risponde di peculato anche l'estraneo che, traendo in inganno il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio, si appropri per tramite di questi di una cosa dagli stessi posseduta per ragioni del loro ufficio.

Testo massima n. 2


Poiché, in tema di estradizione, vige il principio, dettato dall'art. 696 c.p.p., di prevalenza delle convenzioni e del diritto internazionale, in forza del quale le disposizioni del codice trovano applicazione solo quando i rapporti con le autorità straniere non siano disciplinati da convenzione internazionale e dalle norme di diritto internazionale, è esclusa l'applicabilità dell'art. 710 c.p.p. in materia di estradizione passiva suppletiva nei rapporti tra Italia e Stati Uniti d'America, regolati dal Trattato di estradizione Italia-Usa firmato a Roma il 13 ottobre 1983. (Sulla base di tale assunto, la S.C. ha ritenuto la manifesta infondatezza, per pretesa violazione del principio di eguaglianza, della questione di legittimità costituzionale dell'art. 710 c.p.p., aggiungendo peraltro che non si potrebbe comunque porre un problema di disparità di trattamento tra norme che disciplinano diversamente l'estradizione suppletiva dall'estero e verso l'estero, tenuto conto che l'art. 710 c.p.p. - che subordina alla stessa procedura prevista per l'estradizione primaria l'estensione dell'estradizione ad altro fatto dall'Italia verso l'estero - è norma processuale interna alla quale non sarebbe logico pretendere che gli Usa si adeguino, essendo razionale che ciascuno Stato preveda, in materia di modalità concrete attinenti alla procedura di estradizione, norme corrispondenti al proprio diritto processuale).

Può riguarda anche te

  • Se sei coinvolto in un procedimento penale, questa pronuncia può incidere sulla qualificazione del fatto e sulle possibili difese.
  • Il ricorso in Cassazione non consente di rivalutare i fatti: riguarda solo errori di diritto o vizi della motivazione.
  • Una condanna non esclude margini di impugnazione, ma i termini sono stringenti e le possibilità limitate.
  • Un precedente favorevole può essere decisivo, ma solo se applicabile alla fattispecie concreta.

Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.

Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi