Cass. civ. n. 14818 del 15 novembre 2000
Testo massima n. 1
Il provvedimento emesso dal tribunale adito in sede di impugnazione avverso la radiazione dal ruolo nazionale dei periti assicurativi, pronunciata nei confronti di un iscritto ai sensi degli artt. 7 e 11 legge 17 febbraio 1992, n. 166 ha natura di decreto, perché il quinto comma di quest'ultimo articolo stabilisce che la decisione sia adottata in camera di consiglio, e l'art. 737 c.p.c. prevede che, salvo diverse disposizioni, tali pronunce assumano la forma del decreto motivato. Ne consegue che nel caso in cui erroneamente il tribunale definisca il giudizio impugnatorio con sentenza, resta fermo il regime giuridico del reclamo al giudice di appello avverso quest'ultima, ed in particolare il termine di dieci giorni per proporlo, ai sensi dell'art. 739, secondo comma, c.p.c., mentre invece il ricorso nel più lungo termine previsto dagli artt. 325 e ss. c.p.c. è ammissibile soltanto se la decisione che conclude il procedimento camerale è, per legge, adottare con sentenza.
Può riguarda anche te
- Se sei parte in una causa civile, questa sentenza può incidere direttamente sulla strategia difensiva e sull’esito del giudizio.
- Se stai valutando un ricorso in Cassazione, non basta dissentire dalla decisione: servono vizi specifici di legittimità.
- Una sentenza sfavorevole non è sempre definitiva: i margini di impugnazione dipendono da termini e motivi precisi.
- Un precedente giurisprudenziale può rafforzare la tua posizione, ma solo se è davvero sovrapponibile al tuo caso.
Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.
Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi