Cass. pen. n. 5035 del 19 novembre 1997
Testo massima n. 1
Atteso il principio dell'unicità del diritto di impugnazione, pur quando il suo esercizio sia consentito tanto alla parte personalmente quanto al suo difensore, deve ritenersi che la valida proposizione di impugnazione da parte del difensore dell'imputato rimasto contumace, previo rilascio, da parte di quest'ultimo, dello specifico mandato previsto dall'art. 571, comma terzo, c.p.p., consumi anche il diritto del medesimo imputato a proporre gravame, nulla rilevando in contrario l'eventuale invalidità della notifica dell'estratto contumaciale.
Può riguarda anche te
- Se sei coinvolto in un procedimento penale, questa pronuncia può incidere sulla qualificazione del fatto e sulle possibili difese.
- Il ricorso in Cassazione non consente di rivalutare i fatti: riguarda solo errori di diritto o vizi della motivazione.
- Una condanna non esclude margini di impugnazione, ma i termini sono stringenti e le possibilità limitate.
- Un precedente favorevole può essere decisivo, ma solo se applicabile alla fattispecie concreta.
Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.
Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi