Cass. civ. n. 2760 del 9 marzo 1995

Testo massima n. 1


Il provvedimento con il quale il presidente del tribunale, a modifica del decreto di fissazione dell'udienza per la discussione dell'appello con il rito del lavoro, emesso ai sensi dell'art. 435 c.p.c., fissa tale udienza a data diversa ed anteriore rispetto a quella precedentemente fissata, va notificato, a cura dell'appellante, alle parti personalmente, ove esse non si siano ancora costituite, restando escluso che della modifica del precedente decreto il cancelliere debba fare comunicazione ai sensi dell'art. 136 c.p.c., dal momento che, a norma dell'art. 170 dello stesso codice, l'obbligo sorge solamente nei confronti delle parti costituite.

Può riguarda anche te

  • Se sei parte in una causa civile, questa sentenza può incidere direttamente sulla strategia difensiva e sull’esito del giudizio.
  • Se stai valutando un ricorso in Cassazione, non basta dissentire dalla decisione: servono vizi specifici di legittimità.
  • Una sentenza sfavorevole non è sempre definitiva: i margini di impugnazione dipendono da termini e motivi precisi.
  • Un precedente giurisprudenziale può rafforzare la tua posizione, ma solo se è davvero sovrapponibile al tuo caso.

Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.

Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi