Cass. civ. n. 17773 del 19 luglio 2013
Testo massima n. 1
Le azioni rivolte all'accertamento della genitorialità biologica anche in contrasto con quella legittima, individuate dal legislatore nel disconoscimento della paternità e nella dichiarazione giudiziale di paternità (e maternità) presentano caratteristiche oggettive e soggettive diverse, che ne conformano anche i requisiti probatori, sicché non vi è perfetta coincidenza dei medesimi nelle due azioni, e sebbene i mezzi di prova univocamente indicativi della discendenza biologica abbiano crescente rilevanza. Il "favor veritatis" nell'azione giudiziale di paternità e maternità tutela il diritto alla genitorialità ed alla identità personale di chi è stato privato per effetto del mancato riconoscimento; nell'altra azione, al contrario, l'esito positivo dell'accertamento della mancata corrispondenza tra filiazione biologica e filiazione legittima, determina la privazione sopravvenuta dello "status" di figlio legittimo "ex patre" per cause estranee alla sfera di volontà e responsabilità del soggetto destinato a subire gli effetti dell'azione.
Può riguarda anche te
- Se sei parte in una causa civile, questa sentenza può incidere direttamente sulla strategia difensiva e sull’esito del giudizio.
- Se stai valutando un ricorso in Cassazione, non basta dissentire dalla decisione: servono vizi specifici di legittimità.
- Una sentenza sfavorevole non è sempre definitiva: i margini di impugnazione dipendono da termini e motivi precisi.
- Un precedente giurisprudenziale può rafforzare la tua posizione, ma solo se è davvero sovrapponibile al tuo caso.
Questa materia può avere risvolti che non sempre emergono dalla sola lettura della norma.
Approfondisci con l'Avv. Luigi Ulissi