Danno biologico: il Tribunale di Roma applica le proprie tabelle del 2012

Il Tribunale di Roma anche per l’anno 2012 presenta le proprie tabelle per la liquidazione del danno biologico elaborate sulla base dei precedenti giudiziari del Foro e nel rispetto dei criteri impartiti dalla giurisprudenza di legittimità.

Ciò a dispetto del principio della uniformità di trattamento nella liquidazione del danno biologico, affermato come imprescindibile condizione di equità dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 12408 del 7 giugno 2011 per la quale, in assenza di riferimenti normativi, le tabelle adottate dal Tribunale di Milano vanno assunte su tutto il territorio nazionale a parametro di riferimento per l’attestazione della conformità della valutazione equitativa del danno da lesione dell’integrità psicofisica alle norme di cui agli artt. 1226 e 2056, 1 co. c.c.

Ed invero, ad avviso del Tribunale di Roma, non solo il suddetto principio non ha ancora ottenuto l’auspicata risposta in sede normativa, ma gli stessi Giudici dell’ermellino con successive pronunce (Cass. n. 14402/11 e n. 18641/11) hanno espresso indirizzi non univoci circa i contenuti tabellari con cui dare attuazione a detto principio di uniformità di trattamento.

Pertanto, in attesa dell’approvazione in sede legislativa di parametri tabellari applicabili anche al risarcimento dei postumi invalidanti di maggiore gravità, il Tribunale di Roma con le nuove tabelle 2012 intende offrire un contributo di trasparenza e razionalizzazione nella liquidazione del danno alla persona, in vista dell’individuazione, almeno giurisprudenziale, di criteri condivisi idonei a costituire una base di uniformità nei giudizi civili e del lavoro.

Sulla base di tali premesse, così la tredicesima sezione civile del Tribunale di Roma, con una recente sentenza del 22 febbraio 2012, a firma del Giudice Dott. Sergio Pannunzio, in un caso di richiesta di risarcimento del danno alla persona, liquida il danno biologico applicando la tabella di riferimento elaborata dall’ufficio secondo i propri parametri e, richiamandosi ai principi di equità espressi proprio dalla Suprema Corte, motiva la propria decisione come qui di seguito:

«È nota a questo Tribunale la recente sentenza della Cassazione (sezione III civile, n. 12408/2011) secondo la quale la liquidazione del danno non patrimoniale alla persona da lesione dell’integrità psico-fìsica presuppone l’adozione da parte di tutti ‘i giudici di merito di parametri di valutazione uniformi che, in difetto di previsioni normative, vanno individuati in quelli tabellari elaborati presso il Tribunale di Milano, da modularsi a seconda delle circostanze del caso concreto».

Tuttavia, prosegue il Giudice Dott. Pannunzio: «Fermo restando l’adesione di questo giudice al principio fondante tale pronuncia, ossia essere ‘l’equità’ non soltanto ‘regola del caso concreto’ ma anche ‘parità di trattamento’ e preso atto che la soluzione adottata dalla Cassazione, come espressamente affermato dalla stessa pronuncia, deriva da una ‘operazione di natura sostanzialmente ricognitiva’, il Tribunale, in attesa del consolidarsi della giurisprudenza di legittimità sul punto, reputa adeguato a perseguire lo scopo indicato, liquidare il danno accertato sulla base delle tabelle elaborate dal Tribunale di Roma, adottate, peraltro, anche da altri tribunali italiani, trattandosi di parametri desunti dalla media delle pronunce emesse dai giudici del Tribunale con maggior carico di affari e che tratta circa il 20% del contenzioso in materia di responsabilità civile».

Come a voler dire che sono le tabelle del Tribunale di Roma, e non già quelle elaborate dal Tribunale di Milano, a meglio assicurare la soddisfazione dei criteri di equità e la parità di trattamento, trattandosi del Foro con maggior volume di cause in materia di responsabilità civile.

Ecco le nuove tabelle 2012 del Tribunale di Roma:

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