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Art. 696 — Devoluzione al sostituito

Art. 696 — Devoluzione al sostituito

L’eredità si devolve al sostituito al momento della morte dell’istituito.

Se le persone o gli enti che hanno avuto cura dell’incapace muoiono o si estinguono prima della morte di lui, i beni o la porzione dei beni che spetterebbe loro è devoluta ai successori legittimi dell’incapace.

L’eventuale comma dell’articolo ricompreso fra parentesi quadre è stato abrogato.

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Aggiornato al 1 gennaio 2020
Il testo riportato è reso disponibile agli utenti al solo scopo informativo. Pertanto, unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana che prevale in casi di discordanza rispetto al presente.
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Massime correlate

Cass. civ. n. 11968/2004

Per effetto della disposizione transitoria contenuta nell’art. 238, secondo comma, della legge 19 maggio 1975 n. 151 — a norma della quale sono salve le sostituzioni fedecommissarie anteriori alla data di entrata in vigore di essa legge — e per il principio del favor testamenti alla sostituzione fidecommissaria contenuta in un testamento redatto prima dell’entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia, si applica l’art. 696 c.c. nella formulazione previgente, ancorché l’apertura della successione avvenga dopo l’abrogazione della medesima, e pertanto, ai sensi del Quarto comma di detta norma, se il primo beneficiato rinunzi all’istituzione o non ne sia degno, o sia incapace a riceverla, o sia premorto al testatore e questi non modifichi o non revochi la disposizione a suo favore, l’eredità si devolve al sostituito.

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