Via libera dal Parlamento Europeo all’etichettatura “Made In”

Con risoluzione legislativa n. P7_TA (2010)0383 del 21 ottobre 2010, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di Regolamento sul sistema di etichettatura del paese d’origine per i prodotti importati da paesi terzi extra Unione Europea; normativa altrimenti nota come “legge sul “Made In”.
Le principali novità introdotte dal Regolamento in questione riguarderanno sostanzialmente, la creazione di un sistema pan-europeo di etichettatura sul paese d’origine per prodotti importati da paesi terzi.
Il Regolamento sarà applicato ai c.d. prodotti di consumo, ossia, ai prodotti destinati ai consumatori finali; prodotti elencati dettagliatamente dal Regolamento ed importati da paesi terzi, ad eccezione dei prodotti originari del territorio dell’Unione Europea , della Turchia e dei Paesi facenti parte dello Spazio Economico Europeo.
I prodotti interessati dal Regolamento sono quelli tessili, farmaceutici, gli strumenti di lavoro, rubinetteria e mobili.
Sono invece esclusi i prodotti agricoli ed ittici.
Secondo il testo del Regolamento approvato dal Parlamento Europeo, il paese d’origine dovrà essere impresso direttamente sui prodotti tranne nei casi in cui ciò sia tecnicamente impossibile o danneggi il prodotto stesso.
Per i prodotti impacchettati, l’etichetta dovrà apparire sia sulla confezione sia sul prodotto.
Articoli di dirittoUna particolarità consisterà nel fatto che le parole “Fabbricato in”, unitamente all’indicazione del paese di origine, dovranno essere scritte in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, in modo tale da essere facilmente comprensibile per i clienti finali dello Stato membro.
In alternativa, è altresì prevista la possibilità che sia utilizzata la lingua inglese con la dicitura “Made In” seguita dalla indicazione del paese di origine in lingua inglese.
In caso di violazione della predetta normativa, il Regolamento prevede che gli Stati membri stabiliscano norme sulle sanzioni applicabili. Le sanzioni previste dovranno essere “effettive, proporzionate e dissuasive”.
Gli Stati membri dell’Unione dovranno notificare tali disposizioni alla Commissione la quale dovrà garantire un livello minimo di armonizzazione tra i sistemi sanzionatori nei diversi Stati membri. Ciò, al fine di evitare che le differenze tra questi ultimi spingano gli esportatori di paesi terzi a preferire alcuni punti di entrata nell’Unione rispetto ad altri.
Qualora le merci non risultino conformi alle disposizioni del Regolamento, gli Stati membri dovranno adottare le necessarie misure per imporre al proprietario delle merci in questione l’apposizione a proprie spese del marchio sulle merci in conformità con il Regolamento.
Il testo approvato dal Parlamento passa ora all’esame del Consiglio e, una volta trovato l’accordo sul testo definitivo, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l’Unione Europea un anno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il Regolamento avrà durata di 5 anni, dopodiché Parlamento, Commissione e Consiglio potranno rinnovarlo o modificarlo.
Vi è da segnalare che le recenti normative sul marchio di origine costituiscono una valida difesa contro la contraffazione e la concorrenza sleale conferendo alla produzione europea un ulteriore e rilevante strumento di tutela e valorizzazione.
Un futuro passo in avanti, a tutela dei consumatori finali, riguarderà invece l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine delle materie prime prevalenti paese per paese e dei luoghi dove svolgono le fasi più importanti della lavorazione dei prodotti, in particolare per i prodotti tessili.

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Avv. Elisabetta Marchesi